Strane creature del Nord: i Troll

John Bauer - Illustration av Walter Stenströms Pojken och trollen eller Äventyret i Bland tomtar och troll - 1915 - ridotta

Tutti hanno sentito parlare di “troll” ma siete sicuri di sapere esattamente chi sono?
Secondo le credenze popolari dei popoli del Nord i troll esistono e convivono con noi in un mondo parallelo al nostro.

Bergtroll dal libro di Elsa Beskow "Tomtebobarnen"

Bergtroll dal libro di Elsa Beskow “Tomtebobarnen”

Spesso nelle fiabe i troll hanno le sembianze di grandi massi dai tratti vagamente umani come in questa illustrazione dal libro Tomtebo barnen di Elsa Beskow (LINK).

Aina Stenberg Masolle - Illustrazione per Trollgubben i storberget - sagospel i en akt - Anna Wahlenberg - 1911

Aina Stenberg Masolle – Illustrazione per Trollgubben i storberget – sagospel i en akt – Anna Wahlenberg – 1911

Nelle credenze popolari invece i troll assomigliano molto di più a noi anche se sono individuabili chiaramente da alcune caratteristiche peculiari come ad esempio orecchie grandissime e sproporzionate, un grande naso e magari anche una coda.

Aina Stenberg Masolle (LINK) si immaginava i troll giganteschi e dalle orecchie molto grandi. Questa è una immagine per il testo teatrale di una fiaba di Anna Wahlenberg del 1911 dal titolo “Trollgubben i storberget” (LINK).

Qui sotto invece una illustrazione di John Bauer per la stessa fiaba tratta dal libro “Länge, länge sedan … Sagor” del 1903. (LINK)

John Bauer - Illustrazione per Länge länge sedan Sagor - Anna Wahlenberg - 1903

John Bauer – Illustrazione per Länge länge sedan Sagor – Anna Wahlenberg – 1903

I troll sono generalmente dotati di una forza eaccezionale. In alcui casi i troll potevano anche essere particolarmente belli e vestire abiti lussuosi.

Rolf Lidberg - Troll

Rolf Lidberg – Troll

Secondo le credenze del sud della Svezia i troll come anche i giganti – jättar – (altra figura riccorente nelle credenze popolari) si sono estinti poiché sono stati scacciati dal cristianesimo. I troll conducevano una vita molto simile alla nostra: nascevano, si sposavano, costituivano una famiglia e poi morivano. Cucinavano, lavavano, facevano il burro e tutte quelle cose che anche le persone normalmente fanno. Potevano anche aiutarsi a vicenda in caso di necessità.

Rolf Lidberg - Troll - Skidtävling - 1980

Rolf Lidberg – Troll – Skidtävling – 1980

Nella Svezia centrale i Troll assomigliano molto a noi e spesso è difficile distinguerli. Sono comunque dotati di grande forza ma si riconoscono specialmente per la loro capacità di fare magie. Vivono in grandi stanze sotto dei massi o sotto le montagne dove conservano anche enormi ricchezze.

Einar Norelius - troll

Einar Norelius – troll (LINK)

A volte possono anche trasformarsi in un animale o un ceppo.
Il cristianesimo li ha allontanati dai centri abitati ed ora vivono nelle foreste.

Einar Norelius - Bland Tomtar och Troll - 1934

Einar Norelius – Bland Tomtar och Troll – 1934

Nella Svezia del Nord i troll e i vättar appartengono alla categoria dei vittra  (esseri che vivono sotto terra) e dunque i termini sono sinonimi. La definizione di troll è stata infatti usata per diverse categorie di esseri, e gli esseri bassi di staura appartengono alla categoria degli oknytt (stranieri o meglio ignoti, sconosciuti, qualcosa che viene dal di fuori, pericoloso e che non siamo in grado di comprendere).

Rolf Lidberg - Troll - Aquilegia - 1993

Rolf Lidberg – Troll – Aquilegia – 1993

Il loro carattere può variare ma sono caratteristiche generali del loro carattere una certa malizia ed anche una certa malevolenza. Se non ottengono oro e aiuti di vario genere diventano ostili. Se le persone si comportano male nei loro confronti anche loro si comportano di conseguenza, se invece le persono li aiuta loro ricambiavano alla stessa maniera.
Sembra che il linguaggio dei troll sia più poetico di quello nostro e che parlino volentieri in rima.

John Bauer - Troll

I troll erano il capro espiatorio di tutto ciò che risultava incomprensibile. Si poteva dare la colpa a loro se qualcosa andava storto e se il cibo finiva era naturalmente a causa dei troll che l’avevano rubato. Se le persone o gli animali sparivano nel bosco erano di sicuro stati rapiti dai troll.

Le donne rischiavano più degli uomini di essere rapite dai troll e portate nelle loro caverne. C’era la possibilità per loro di tornare ma quando tornavano erano cambiate. Esistevano diversi modi per difendersi, per esempio ai troll non piacevano i rintocchi delle campane, non amavano l’argento e l’acciaio e quindi era sempre comsigliabile portarsi dietro un coltello quando si andava nel bosco dei troll (trollskog). Alcuni troll inoltre erano sensibili alla luce del sole e diventavano di sasso quando ne venivano colpiti.

I troll amavano l’oro e condurre una vita sociale, a differenza di altri essere della natura che invece sono più solitari, per esempio i tomte (LINK), näcken, skogsrået (LINK) e sjörået.

Hans Arnold

Hans Arnold

Il loro senso della morale è diverso dal nostro, per esempio non trovano sbagliato scambiare i loro bambini con i nostri.
Si credeva che se un bambino stentava a crescere in altezza, se aveva una capigliatura particolarmente folta o aveva un appetito fuori dal comune molto probabilmente un troll aveva fatto uno scambio con il proprio figlio. Una volta scoperto lo scambio un modo per riavere indietro il proprio figlio era di minacciare di uccidere il piccolo troll. Un modo per assicurarsi che i troll non scambiassro un bambino con il proprio era di affrettarsi a battezzare il proprio figlio.

Tjorven och Skrållan (1965) è un film per la regia di Olle Hellblom ispirato ai libri di  Astrid Lindgren sull’isola Saltkråkan. Peter e Malin si sono sposati ed hanno avuto una figlia, Skrållan a cui piace tanto nascondersi creando ansia in tutti. Una vera biricchina difficile da tenere sotto controllo. Un giorno Stina sente Malin riferirsi a Skållan chiamandola trollunge, ossia bambina dei troll e questo mette in moto la sua fantasia a tal punto che un giorno mette Skrållan dentro un cesto e la porta in un bosco perchè la sua vera mamma, trollmamman, venga a prenderla.

Rolf Lidberg - Trollmor

Rolf Lidberg (1930-2005) – Trollmor

Ecco alcune leggende che si tramandano sui Troll

La coppa d’argento rubata

Un monaco era in viaggio da Göteborg  verso l’abbazia di Vadstena. Una volta arrivato in prossimità della montagna di Fjällbo fermò il cavallo poiché gli pareva di sentire della musica. Vide allora un forte fascio di luce provenire dalla base del masso. Legò il cavallo e si avvicinò nascosto dagli alberi. La montagna si era aperta svelando una grotta al cui interno dei troll stavano facendo festa. Erano ricoperti di oro e pietre preziose provenienti dalla grotta e il monaco non aveva mai visto delle cose così belle. Tutto quell’oro dei troll lo fece avvicinare ulteriormente alla grotta ma improvissamente l’incantesimo si ruppe e lui capì di essersi trovato in grave pericolo. Allora gettò la sua croce dentro alla grotta. Si sentì un suono sordo e poi un gran baccano.

Il monaco perse conoscenza e al suo risveglio i troll erano spariti e la grotta si era richiusa. La montagna si ergeva davanti al lui ed in un primo momento pensò di essersi sognato tutto. Ma vicino a lui trovò un grande coppa in argento che contenva la croce che aveva gettato nella grotta. Questa coppa è ancora oggi conservata nella chiesa dell’Abbazia di Valdstena.

Questa sopra è molto probabilmente una variante di una leggenda molto antica che pare trovi le sue origini addirittura nell’Inghilterra del XII secolo.
In Svezia questa leggenda è giunta a noi grazie a Wilhelm Julius Coyet (1647-1709). A quei tempi Coyet era proprietario di Ljungby e del castello.

Ecco la versione originale

Ljungby horn och pipa- Il corno di Ljungby e lo zufolo

Nella tenuta Ljungby c’è un grande sasso, chiamato Maglesten, sotto il quale i troll un tempo avevano le loro stanze e dove erano soliti festeggiare il Natale con danze e giochi.

Una notte di Natale la signora Cissela Ulfstand era seduta in giardino e sentiva in lontanaza il baccano dei troll sotto il masso. Spinta dall curiosità, promise il suo cavallo migliore a colui che avesse avuto il coraggio di cavalcare fino a Maglasten e capire cosa succedeva.

Un uomo giovane e forte accettò l’incarico e si mise in viaggio verso il masso. Una volta arrivato vide come questo fosse pieno zeppo di oro e come i troll sotto di esso fossero felici.

Caleb Althin (1866-1919) - Scena dalla storia Ljungby horn och pipa

Caleb Althin (1866-1919) – Scena dalla storia Ljungby horn och pipa

Una giovane troll gli gli si fece incontro con un corno ed uno zufolo e gli disse di bere dal corno e poi soffiare tre volte nello zufolo. Lo stalliere accettò entrambi gli oggetti ma nello stesso istante una giovane sconosciuta donna gli suggerì di non bere perciò lui gettò il contenuto del corno dietro la sua spalla e spronò il cavallo attraverso i campi e le radure. I troll le seguirono ma lui fu più veloce a raggiungere il paese.

Entrato nelle mura il ponte levatoio fu alzato e l’uomo consegnò i due oggetti.

I troll che si trovavano ora fuori dal borgo giuravano alla signora Cissela fortuna e grandi ricchezze se solo avesse restituito loro i due oggetti, in caso contrario sia lei che i suoi famigliari sarebbero caduti in sventura. In particolare la sventura avrebbe colpito colui che avrebbe osato spostare i due oggetti da Ljungby.  L’uomo che li aveva rubati morì tre giorni dopo essere stato a Maglesten e il cavallo morì il giorno successivo.

Svenska Folkets Seder - 1846

Svenska Folkets Seder – 1846

Un’altra variante è la leggenda trascritta in Svenska Folkets seder del (Editore P.G Berg – 1846) (LINK).
Pare che Herve Ulf fosse uno dei capostipiti della famiglia nobiliare svedese-danese Trolle anche se quello ufficiale è il cavaliere Birger Knutsson.

Stemma familliare dei Trolle

Stemma familliare dei Trolle

Essendo molto religioso il giorno di Natale, svegliatosi molto presto con la sensazione di essere in ritardo per la cerimonia, fece sellare il cavallo ed di gran carriera si diresse verso la chiesa. Circa a metà strada del suo percorso, incontrò un gruppo di persone molte piccole intente a banchettare e festeggiare. Tra questi una giovane donna si fece avanti con un corno invitandolo a bere. Ulf finse di accettare ma poi gettò il contenuto alle sue spalle e con la spada in nome di Dio decapitò uno dei troll che si trovava vicino a lui. Direttosi poi velocemente verso la chiesa alla fine della funzione raccontò l’accaduto al pastore ed a tutti i fedeli che insieme andarono a Trollekulla e trovarono il troll con la testa decapitata.

La famiglia Trolle ha sul proprio stemma l’immagine di un troll decapitato.

Il premio Nobel Jean-Marie Gustave Le Clézio sostiene di aver incontrato un troll durante un viaggio in macchina passando per i boschi nei dintorni di Soccolma. 

Oggi  i troll sono molto amati. Li si trova nei dipinti di John Bauer, nella serie di libri Bland tomtar och troll (LINK), nella musica e nei balletti di Ralph Lundsten.

John Bauer - Illustrazione per %22I sagans värld%22 - di Ralph Lundsten

Trolltider - JulkalendernLi ritroviamo nel poema drammatico di  Henrik Ibsens, Peer Gynt (1867) con musiche di Edward Grieg, nel film per bambini come Trollsommar (1980) e nella serie tv Trolltider (Tempo di troll) (1979) e Jordskott (2015).

Stefan Spjuts nei suoi due libri  Stallo (2012) e Stalpi (2017)  racconta in uno stile a metà tra la fiction e il documentario la relazione tra uomini, troll e creature della natura  partendo dall definizione data a questi esseri dal popolo Sami (LINK), appunto Stallo.

Nel romanzo di Johannes Pinters Vackra kyrkor jag besökt – och de fruktansvärda väsen jag där mött (2014) (Le belle chiese che ho visitato e le terribili creature che ho là incontrato) il cacciatore di creature (väsensjägaren) Valdemar Aurelius si trova a confrontarsi con un gruppo di troll assetati di sangue che deve sconfiggere.

Trollasommar - scena dal film - 1980

Trollasommar – scena dal film – 1980

FONTI:

L’incontro con in troll di Jean-Marie Gustave Le Clézio  – LINK
Un blog in inglese sui Troll – LINK
Wikipedia sui Troll – LINK
www.sprakochfolkminnen.se – LINK
Svenska Folkets seder – LINK

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3 Comments

Filed under creature dei boschi, creature mitologiche di Nord

3 Responses to Strane creature del Nord: i Troll

  1. Lorenzo

    Finalmente un pò di precisa spiegazione e sistemazione su tutte queste figure del mondo nordico e sempre con il corredo di bellissime illustrazioni. Grazie

  2. marita

    Davvero esaustiva!!! Grazie

  3. Lorenzo

    Laudie, aspettiamo anche, prima o poi, un bel post sui sjörået e sui näcken con tutto il ricco corredo di illustrazioni che tu sai trovare

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